Rimettili in circolo: come conferire gli abiti usati per dare loro una seconda vita
In Italia si producono circa 900.000 tonnellate di rifiuti tessili ogni anno, pari a 15 kg per abitante.
Di questa quantità, oltre l’80% finisce in discarica o inceneritore, mentre la raccolta differenziata è ferma intorno al 19%. Solo una minima parte viene riutilizzata o riciclata, e meno dell’1% torna a essere fibra tessile (dati ISPRA 2025).
Il modello fast fashion consuma risorse, inquina suolo e acque nei Paesi produttori. Scegliendo il riuso di qualità contribuisci a ridurre impatti e sprechi.
Sono sufficienti gesti semplici. Quando porti gli abiti usati al Centro di Raccolta, fai in modo che possano davvero essere recuperati: solo capi puliti, asciutti e in buono stato, riposti in sacchi SEMITRASPARENTI ben chiusi. Vanno bene anche le scarpe appaiate (legate o allacciate) e gli accessori come cappelli, cinture, foulard, sciarpe, borse e zaini.
Cosa non portare: scarponi da sci, biancheria, stracci/strofinacci, ritagli o scarti di stoffa, capi macchiati o che richiedono riparazioni, scarpe spaiate. Questi materiali non sono recuperabili: finiscono nel residuo e aumentano i costi di smaltimento a carico della comunità. Inoltre, un conferimento errato può compromettere l’intero contenitore, rendendo inutilizzabile anche il materiale buono.
Ricorda: portare al Centro di Raccolta non significa portare in discarica. È il luogo in cui i tuoi vestiti possono trovare una seconda vita grazie ai principi dell’economia circolare.
Scopri gli orari del Centro Raccolta, consultando la mappa presente nella pagina "IL MIO COMUNE".
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